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“Adesso fateci sbarcare”. L’Ong vuole il porto spalancato

Sea Watch vuole un porto e, come tutte le ong, lo vuole in Italia. Lo spartito è sempre lo stesso, cambiano solo gli esecutori. La nave della ong tedesca si trova ben al di qua del confine marittimo italiano e naviga davanti alle coste di Siracusa, a circa 6 miglia dalla terra. A bordo ci sono 440 migranti e la ong tedesca pretende che anche loro vengano sbarcati in Italia. Ancora devono concludersi le operazioni di sbarco di tutti i migranti della nave Geo Barents di Medici senza frontiere, che solo pochi giorni fa ha ottenuto l’ok allo sbarco ad Augusta per i suoi 550 migranti.

Ieri la Guardia costiera ha portato latte per bambini e pannolini. Ma è urgente lo sbarco. Il nostro medico conferma che tanti hanno problemi fisici e hanno bisogno di assistenza. Possiamo seguirli nelle loro prime necessità, ma non possiamo fornire cure adeguate ancora per molto“, fanno sapere dalla Sea Watch 3. “Soffrono di diversi disturbi e patologie. Abbiamo curato più del 25% di queste persone. Abbiamo neonati che soffrono per le intemperie e sono a rischio disidratazione, giovani madri che soffrono di ustioni da carburanti e giovani uomini che soffrono per le intemperie e hanno la tosse presa a bordo delle barche instabili su cui viaggiavano. Chiediamo a tutti di supportarci per ottenere un porto sicuro“, dicono ancora dalla nave, in attesa che l’Italia sblocchi le procedure per l’attracco.

Il sistema di accoglienza italiano è in forte difficoltà. La settimana di Natale è stata particolarmente impegnativa a causa degli sbarchi, soprattutto in Calabria, che hanno mandato al collasso le strutture locali, impreparate a un flusso così elevato di sbarchi. Intanto ad Augusta i migranti vengono sbarcati dalla Geo Barents per essere imbarcati sulle navi quarantena dopo essere stati identifiati dalla questura di Siracusa. Oltre cento i minori non accompagnati sono stati trasferiti al centro di accoglienza di Caltanissetta.

Le cattive condizioni del mare in questi giorni hanno bloccato le partenze dalle coste africane e, quindi, gli sbarchi in Italia, dando respiro alla macchina dei soccorsi e a quella dell’accoglienza, che sta cercando di riorganizzarsi dopo lo stress dei giorni precedenti, che ha messo in seria difficoltà tutto il sistema.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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