Viva Italia

Informazione libera e indipendente

Addio Azelio Cappi: era l’uomo dei motori


di Leo Turrini Se ne è andato in silenzio, lui che per tutta la vita si era abituato ad ascoltare il frastuono dei motori. Nella settimana che porta al gran premio di Monza di Formula Uno, appuntamento iconico per chi ama la Ferrari, il Cavallino saluta uno dei primi, storici collaboratori del Drake. Azelio Cappi si è spento a ottantasette anni. Abitava a pochi passi dalla chiesa parrocchiale di Maranello, non distante dalla sede della fabbrica che aveva contribuito a tenere a battesimo. Cappi era l’uomo dei…

di Leo

Turrini

Se ne è andato in silenzio, lui che per tutta la vita si era abituato ad ascoltare il frastuono dei motori. Nella settimana che porta al gran premio di Monza di Formula Uno, appuntamento iconico per chi ama la Ferrari, il Cavallino saluta uno dei primi, storici collaboratori del Drake.

Azelio Cappi si è spento a ottantasette anni. Abitava a pochi passi dalla chiesa parrocchiale di Maranello, non distante dalla sede della fabbrica che aveva contribuito a tenere a battesimo.

Cappi era l’uomo dei motori. Infatti amava definirsi ’un carburatorista’, per rimarcare la sua specializzazione. In effetti capiva come pochissimi di propulsori e all’inizio di un’avventura che ha cambiato la storia di Italia, l’avventura della Ferrari, i suoi consigli furono preziosi per il Fondatore.

L’avevo conosciuto bene e chiacchierare con lui faceva bene all’anima. Cappi era uno di quei tecnici che riusciva a cogliere il senso della poesia nel rumore fragoroso di un motore. Ti diceva: dal suono che emette un otto cilindri oppure un 12 cilindri, riesci a cogliere l’anima di quell’oggetto.

Ad un certo punto della sua carriera professionale, questo figlio di San Venanzio, un borgo non lontano da Maranello, aveva privilegiato scelte diverse. Ci fu il suo zampino nella nascita e nello sviluppo della Lamborghini. Ma non pochi hanno sempre pensato che, in un angolo di cuore, la sua fede Ferrarista mai fosse stata intaccata. Non solo: c’era chi diceva che Enzo Ferrari coltivasse una sorta di rimpianto per quel collaboratore delle origini, magari brusco nei modi ma efficacissimo nell’individuare le soluzioni migliori per le macchine che dovevano incantare una clientela sparsa per tutto il mondo.

A titolo di pura testimonianza, posso garantire che il mio amico Cappi non aveva mai dimenticato le radici, i pomeriggi e quelle notti all’interno del primo stabilimento Ferrari a Maranello. Nelle sue genuine ossessioni, era sempre divorato dal desiderio di conoscere gli ultimi sviluppi della tecnologia. Era l’uomo del carburatore, ma sapeva, in maniera affascinante, spiegarti, con l’entusiasmo di un ragazzino, quali prospettive ci fossero per i motori ibridi se non addirittura per le auto interamente elettriche.

L’ultima volta che l’ho incontrato, mi mostrò, con un orgoglio che veniva da lontano, la stanza dei suoi cimeli. Distintivi, medagliette, pezzi di motore, riviste storiche custodite con cura: c’era tutto il patrimonio ideale di una vita, tra quattro mura.

Se tra Modena e dintorni siamo per tutti la Motor Valley, lo dobbiamo anche e soprattutto a figure come il mio amico Azelio Cappi.

Fonte: ilrestodelcarlino.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *