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Addio alla marca da bollo: ecco quando

Addio alla marca da bollo se si richiedono i certificati digitali. È questa una delle novità più importanti del decreto Semplificazioni 2021 che ieri ha ottenuto il via libera del Consiglio dei ministri. Il provvedimento, costituito di 68 articoli, contiene anche le norme sul sistema di coordinamento, gestione, attuazione, monitoraggio e controllo del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. L’approvazione era una delle condizioni poste dall’Ue per lo sblocco dei finanziamenti all’Italia.

La marca da bollo sui certificati anagrafici digitali, dallo stato di famiglia al certificato di nascita o di residenza, quindi sarà abolito. Per tutti gli atti scaricati attraverso l’Anagrafe tributaria della popolazione residente non si pagheranno più imposte come il bollo da 16 euro o i diritti di segreteria. Nel testo del decreto si precisa che i certificati digitali saranno «in ogni caso, senza oneri per il richiedente». Inoltre arriva la delega per l’accesso a Spid, l’identità digitale dei cittadini, da parte di chi ha difficoltà con le nuove tecnologie.

Qualche euro di risparmio per coloro che necessitano di tali documenti. L’apposizione della marca da bollo è lo strumento attraverso il quale il soggetto che ne è obbligato assolve al pagamento dell’imposta di bollo e sostituisce l’applicazione dell’Iva, nel caso in cui quest’ultima non sia esigibile. È un contrassegno simile ad un francobollo che può essere applicato su ricevute, quietanze e fatture al fine di assolvere all’obbligo di pagamento dell’imposta di bollo. L’onere di pagare tale imposta dipende dall’importo del documento contabile e dall’assoggettamento o meno dell’operazione effettuata al pagamento dell’Iva.

La marca da bollo può avere un valore economico differente a seconda dell’ammontare dell’imposta di bollo che deve essere pagata. Per quanto riguarda le ricevute e le fatture, essa deve avere un valore economico di 2 euro. Facile il modo di acquistare una marca da bollo:basta recarsi presso un venditore di valori bollati oppure pagarla in maniera telematica. Con riferimento alle fatture elettroniche, l’imposta di bollo deve essere assolta tramite versamento della relativa somma con modello F24. Sulle fatture o sulle ricevute fiscali la marca da bollo deve essere apposta da parte del soggetto che emette il documento fiscale stesso nel momento in cui la fattura o la ricevuta viene spedita o consegnata al cliente.

Attenzione, però. Perché non è sempre necessario apporre la marca da bollo da 2 euro su fatture, ricevute o quietanze. La legge stabilisce che tale onere deve essere assolto solo se l’importo del documento è superiore a euro 77,47 e non viene addebitata l’Iva.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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