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Addio a Duilio Fabi, quanto impegno per lo sport del quartiere

Venerdì scorso è morto Duilio Fabi, un interprete della società pesarese in particolare di Santa Maria delle Fabbrecce. Questo il ricordo di Renato Molinelli. “Ciao Duilio, alias Cippo. All’anagrafe era Duilio Fabi, un nome di cui andava fiero perché ricordava uno zio partigiano. Alcuni amici mi hanno chiesto di ricordarlo perché ero quello che lo conosceva da più tempo. Per lui la famiglia, il lavoro, lo sport, la musica e Pesaro erano le…

Venerdì scorso è morto Duilio Fabi, un interprete della società pesarese in particolare di Santa Maria delle Fabbrecce. Questo il ricordo di Renato Molinelli. “Ciao Duilio, alias Cippo. All’anagrafe era Duilio Fabi, un nome di cui andava fiero perché ricordava uno zio partigiano. Alcuni amici mi hanno chiesto di ricordarlo perché ero quello che lo conosceva da più tempo. Per lui la famiglia, il lavoro, lo sport, la musica e Pesaro erano le cose che amava di più. Era stato un abile artigiano e dopo un periodo di lavoro in proprio andò a lavorare, fino alla pensione, per la ditta Belligotti. Il lavoro in fabbrica non gli aveva impedito di impegnarsi per creare la squadra di calcio del quartiere. Tutti lo ricordiamo per i suoi trascorsi nella squadra di Santa Maria delle Fabbrecce. Accompagnava i ragazzi agli allenamenti o alla partita e poi li riportava a casa. Quanti genitori si sono fidati di lui lasciandogli i figli perché ispirava fiducia. Quanti ragazzi, non solo del quartiere, hanno conosciuto Duilio. Quanti di loro sono diventati adulti ed a loro volta hanno affidato i loro figli ed anche i nipoti. Era amato e benvoluto ovunque. Era stato arbitro di buon livello e spesso nelle giovanili arbitrava le partite dei suoi ragazzi anche se loro non lo volevano perché troppo onesto e non “teneva” per loro. Quante trasferte con tutte le squadre, dai grandi ai pulcini. Quante soste per offrire, ai più piccoli, un’aranciata o un gelato. Quante volte mi chiamava per dire basta perché non vedeva negli altri la sua stessa passione. Aveva, come tutti, la sua personalità che a volte lo portava a scontrarsi con gli altri e io a fare da paciere perché non potevamo perderlo. Non lo faceva per cattiveria ma per troppa bontà ed attaccamento verso il Fabbrecce. Per concludere ricordo un aneddoto, in occasione di un torneo della categoria Giovanissimi quando giocò sul campo di Vismara l’allora Lanerossi Vicenza e al centro dell’attacco lo aveva colpito il gioco del centravanti e mi disse “quel ragazzo farà strada”, quel giocatore era Gianluca Vialli. Ciao Amico, amico nel senso più alto del termine, non come ora che sui social rischi di essere amico di uno sconosciuto. Ciao da tutti che hanno avuto il privilegio di conoscerti”.

Fonte: ilrestodelcarlino.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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