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Addio a Chinni, l’artista dei motori

di GiannI Leoni Il rombo in corsa dei motori gli accendeva lo sguardo di una luce carica di entusiasmo. “E’ musica, bellissima musica”, spiegava ogni volta. Ma quel tuono possente all’uscita di una curva o nella scia di un rapido transito in rettilineo si è spento per sempre l’altra notte a Bologna. L’ingegnere Luca Chinni , infatti, è morto per un malore, a 57 anni, ed ha lasciato, soprattutto a Modena, il ricordo di un professionista serio e preparatissimo. “La sua improvvisa scomparsa ci ha colto di…

di GiannI Leoni

Il rombo in corsa dei motori gli accendeva lo sguardo di una luce carica di entusiasmo. “E’ musica, bellissima musica”, spiegava ogni volta. Ma quel tuono possente all’uscita di una curva o nella scia di un rapido transito in rettilineo si è spento per sempre l’altra notte a Bologna. L’ingegnere Luca Chinni , infatti, è morto per un malore, a 57 anni, ed ha lasciato, soprattutto a Modena, il ricordo di un professionista serio e preparatissimo.

“La sua improvvisa scomparsa ci ha colto di sorpresa e ci procura grande smarrimento e profondo dolore”, ha detto Franco Antoniazzi, amministratore delegato della ‘Oral Engineering’, la grande azienda modenese nella quale Chinni lavorava da anni.

I motori erano il suo mondo fin dai tempi dell’infanzia. “Nascondono segreti affascinanti e un giorno li scoprirò”, raccontava con tono determinato, qua e là, anche a Palazzo D’Affrico, il paesello appenninico nel quale si ritirava ad ogni estate quasi per riprender carica in vista di nuovi, importanti impegni.

Gli studi a Bologna, la laurea in ingegneria meccanica, un paio di anni nel Consorzio di ricerca interuniversitario italiano ‘Cineca’, e via nel Modenese, per frugare tra cilindri, raccordi e pistoni. Un lungo, straordinario viaggio tra rombi e silenzi che lo ha visto per oltre 25 anni accanto all’ingegner Mauro Forghieri e, pilastro di primissimo piano, alla ‘Oral’. Il passo rallentato da seri problemi fisici e la necessità di ricorrere a frequenti terapie mediche non gli avevano impedito di inseguire e spesso di precorrere le complicate evoluzioni di quel che scalpita sotto un cofano. Ed eccolo in primissimo piano nello studio e nella realizzazione dei più importanti progetti della ‘Oreal’, tra cui il motore Bmw di Formula 1, i propulsori e i prototipi MotoGP e Moto3 e, negli ultimi tre anni, i progetti del settore militare che l’azienda porta tuttora avanti in collaborazione con il Ministero della Difesa. Una grande passione completata dall’impegno per il motorsport e, in particolare, per i Campionati Supestars nei quali seguiva, per la ‘Oreal’, la parte tecnica in pista e la stesura dei regolamenti tecnici con la struttura di Maurizio Flammini. Giorni pieni e impegni pressanti anche come Commissario tecnico della Csai, la commissione sportiva presente nelle gare di Formula 1. Un grande professionista con la marcia sempre ingranata. “I motori hanno un cuore e regalano emozioni”, raccontava ai compagni di lavoro. “E’ vero, e la Oreal era la sua seconda famiglia. Tutti noi lo ricorderemo sempre con profondo affetto”.

Fonte: ilrestodelcarlino.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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