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Acqua sana e pura: le tecnologie innovative per bere bene – Lifestyle

È possibile dire addio alle bottiglie di plastica? Esiste un nuovo modo di bere l’acqua che sia qualitativamente alto e rispettoso dell’ambiente? Da diversi anni a questa parte, in commercio si sono diffusi numerosi dispositivi e tecnologie in grado di garantire acqua pura e sana direttamente dal rubinetto di casa e la ricerca in questo senso ha fatto passi da gigante.

Nel nostro paese, l’equazione vincente tra esperienza e qualità del servizio nasce nel Sud della Sardegna con Aquamea, ormai leader nell’installazione di tecnologie per la depurazione dell’acqua e che ha nell’innovazione e nella qualità i suoi capisaldi. Classe 1981, Nicola Angius è founder dell’azienda. Uno che il settore lo conosce bene, grazie alla sua esperienza come venditore prima e come imprenditore ora. “Aquamea ha come obiettivo quello di garantire alle persone una migliore qualità di vita. Considerato che siamo fatti del 70% di acqua come possiamo lasciare al caso la scelta di ciò che ogni giorno beviamo? – sottolinea – L’acqua in bottiglia ha una marea di parametri che andrebbero controllati con più attenzione e spesso le analisi che sono riportate nell’etichetta, risalgono dai 6 mesi ai 5 anni prima dell’imbottigliamento. La mia battaglia come professionista nasce per rendere le persone più consapevoli della scelta”.

L’azienda, nel corso degli anni, ha conquistato la leadership nella Regione Sardegna come numero di macchine installate, facendosi notare nei settori del domestico, dell’horeca e della pubblica amministrazione. “Il mio sogno come imprenditore in questo settore è di poter “educare” le persone ad un nuovo modo di bere l’acqua. Questa è la grande missione della mia azienda”.

L’acqua del nostro rubinetto, ci spiega, può essere “potabile”. Ma è diverso dall’essere “buona” dal punto di vista organolettico. È spesso ricca di, calcare, metalli pesanti, nitrati e tante altre sostanze che non dovrebbero esserci o dovrebbero esserci in quantità inferiore. Il problema non è il controllo, ma le tubature nella quali scorre per km e che potrebbero non essere del tutto sicure e intatte. Non a caso l’Italia perde circa il 40% dell’acqua potabile a causa di tubature vetuste. “Un sistema di depurazione ci dà la comodità e la sicurezza di avere un’acqua di alta qualità sempre pronta, buona, pura, come quella di sorgente. Se non qualitativamente migliore – prosegue Angius – poiché è controllata periodicamente da un tecnico che farà la regolare manutenzione e sanificazione, a differenza dell’acqua che siamo abituati a bere ora”.

C’è dunque bisogno di una nuova “cultura” dell’acqua? “L’acqua è l’elemento di cui siamo composti per circa il 70%, ed è l’unico elemento che consumiamo e che introduciamo nell’organismo tutti i giorni della nostra esistenza. Di conseguenza migliorare l’acqua che beviamo ci aiuta sicuramente a stare meglio, poiché ha un ruolo essenziale per le funzioni vitali. Inoltre un sistema di depurazione ci dà la sicurezza di avere un’acqua di alta qualità sempre a disposizione”.

Ma alla fine si risparmia? “L’acqua filtrata dal depuratore costa circa 300 volte meno rispetto all’acqua minerale. Ma oltre al risparmio economico io parlerei anche di guadagno in termini di salute. Ecco cosa intendo per “il nuovo modo di bere l’acqua”: una nuova consapevolezza nella scelta dell’elemento più importante per l’organismo”.

COMUNICATO STAMPA – Responsabilità editoriale GO BUSINESS SRL

Fonte: ansa.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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