Viva Italia

Informazione libera e indipendente

Achille Lauro dipinge la sua tela (anche) con il make-up

“Mi piace declinare la creatività nelle sue forme più assolute: musica, arte, moda”. ha sempre ripetuto Achille Lauro. E nella sua continua opera di libera contaminazione di codici, non ha mai perso l’occasione di esplorare nuovi possibili mondi. Persino il metaverso. Nel 2023 presenterà infatti il progetto Directed by Achille Lauro, realizzato in collaborazione con Valuart (azienda specializzata nella valorizzazione degli artisti sul mercato digitale, ndr) che mostrerà alcuni dei più importanti concept della sua carriera, come gli abiti di Sanremo 2020 e 2021, realizzati in collaborazione con il Direttore Creativo di Gucci, Alessandro Michele. Nel frattempo, per continuare a stimolare la produzione di nuove estetiche contemporanee, il cantante di Me ne frego ha lanciato la sua prima collezione di trucchi genderless in collaborazione con Mulac, azienda italiana fondata dalla bauty influencer Cindy. Una palette con dodici colori, dagli opachi ai metallici, due matite-kajal per occhi, un gel viso multiuso da usare perlopiù come base e un mascara volumizzante. La collezione, intitolata emblematicamente Maleducata by Achille Lauro, fonde in sostanza glam e rock attraverso prodotti make-up studiati per incarnare il moderno concetto di fluidità. “Maquillage c’est camouflag” cantavano i Vive La Fête ma con Achille Lauro se il trucco c’è l’inganno, invece, no.

Il make-up ti piace perché ci aiuta a immaginare chi potremmo essere?
Al mattino ci svegliamo e scegliamo che abito indossare. Possiamo fare altrettanto con il make-up, perché sia espressione di ciò che siamo o vogliamo essere.

Mutare il senso di qualcosa che è stato a lungo prerogativa femminile fa di te la voce del cambiamento?

Nel mondo dello spettacolo ritengo di essere un punto di rottura perché credo che non si debba aver paura di mostrarsi. Mentre ancora oggi per qualcuno non indossare una giacca di pelle non fa di te un vero uomo. Preferisco andare oltre i vecchi concetti di virilità e femminilità, perché bisogna essere liberi di scegliere la propria idea di bellezza, donne e uomini, con o senza smalto. Il make-up non è altro che un’espressione ulteriore del proprio io a livello visivo. In Italia siamo ancora agli inizi ma ricordiamoci che il mondo ha già avuto Elvis, Prince, Micheal Jackson…

I grandi performer hanno usato spesso il make-up per rappresentare un proprio alter ego. A te polveri e pigmenti servono a esprimere chi sei veramente?

Faccio spettacolo e sono ben disposto a donarmi alla causa quando c’è da veicolare un messaggio. Dipingo la mia tela, proprio come ho fatto a Sanremo nel 2020, dando vita a un concept artistico molto ampio e portando sul palcoscenico abiti e make-up che parlavano di libertà.

Il make-up artist Pierre LaRoche disse di David Bowie “Il suo è un volto perfetto per il trucco”. Anche tu come Bowie?

Il truccatore di Bowie evidentemente aveva una sua concezione della perfezione, in qualche modo disturbante, come lo era il personaggio di Ziggy Stardust. Essere esteticamente distanti dai canoni di bellezza convenzionali permette di catturare l’attenzione. Ho lavorato su questo tema interpretando Brian Slade del film Velvet Goldmine, ispirato proprio a David Bowie, sul palco di Sanremo.

Hai un team di truccatori che si occupa della tua immagine pubblica?

Lavoro con le persone di cui mi fido e che fanno parte del mio successo. Non ho bisogno di stupire per forza ma di lanciare un messaggio attraverso un concept creativo.

Usi i trucchi solo nelle occasioni pubbliche o tutti giorni?

Lo smalto lo metto tutti i giorni. E se mi va allo stivaletto nero associo la matita. È un accessorio, come una borsetta.

Quindi hai dimestichezza con l’applicazione?

Non è la perfezione il mio fine ultimo. La mia legge di perfezione è l’imperfezione.

Ti piace prenderti cura del tuo aspetto?

La cura di sé è importante, ma sono per una bellezza acqua e sapone, che ha bisogno di poco e niente.

Lo smalto nero è stato per circa un ventennio un codice anti-sociale della contro cultura dark. Oggi invece un uomo con le unghie dipinte non scandalizza più…

Sono molto contento che la nuova scuola sia questa ed è giusto che anche i ragazzi si sentano liberi di giocare con il look. La definizione del concetto di bello ha radici culturali e le cose sono cambiate. Pensiamo alla moda, in passerella sfilano sempre più modelli particolari, “strani”, e questo la dice lunga su quanto la bellezza “imposta” abbia perso terreno.

Che cosa ti ha portato al lancio di una tua capsule make-up?

Stando al fianco di persone che fanno questo di mestiere ho avuto la possibilità di scoprire un mondo fatto di composizioni, colori, tecniche e me ne sono innamorato. Perché non esplorare allora anche l’universo del make-up?

“Posso essere uomo e mettermi il mascara” hai detto. Che altro diresti a quel ragazzo che sta comprando il tuo di Mascara?

La musica, la moda, l’arte sono da sempre il motore del cambiamento. Può esserlo anche il make-up.

Maleducata Pressed Pigment Palette – Palette di Pigmenti Pressati

La Palette di pigmenti pressati contiene 12 colori dai diversi finish, da quelli più opachi ai metallici più cangianti e intensi. Sulla prima fila troviamo i colori più naturali che possono essere usati da soli come base per make up più complessi. la seconda fila racchiude i colori più intensi e colorati coi finish più particolari, che potranno anche essere usati da soli come protagonisti del look.

maleduca by achille lauro palette

Maleduca by Achille Lauro palette

Courtesy Photo

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *