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Abbraccia la compagna di classe, sospesa per norme anti-Covid

Una ragazzina di 12 anni è stata sospesa per un giorno da scuola per aver abbracciato una compagna di classe con particolare entusiasmo e per aver abbassato più volte la mascherina, in varie circostanze. La vicenda è accaduta in Veneto lo scorso 26 novembre, ma nei scorsi giorni la madre dell’alunna ha deciso di impugnare il provvedimento, rivolgendosi a un legale di fiducia. L’episodio si è svolto all’Istituto Comprensivo Romolo Onor di San Donà di Piave in provincia di Venezia e riguarderebbe – oltre all’abbraccio tra la ragazzina e la compagna di classe – anche altri episodi, per i quali la madre ritiene vi sia stata una forma di accanimento contro la figlia, relativamente alle norme anti-Covid fatte osservare dai docenti.

La protesta della madre

Ora la mamma ha deciso di impugnare il provvedimento, rivolgendosi all’avvocato Thomas Cesaro di Verona, il quale sta curando il ricorso relativo al provvedimento scolastico di sospensione. Forte la protesta della mamma della ragazzina: «Non si può più stare zitti di fronte a queste cose», pare abbia commentato affidandosi all’avvocato.«Mia figlia è una ragazza spontanea e affettuosa, uscendo da scuola ha avuto l’istinto di abbracciare una compagna, che si è messa urlare.Mia figlia in un primo momento ha pensato di averle fatto del male: in realtà la compagna gridava proprio per via della questione del Covid. Un’insegnante l’ha portata in presidenza. Dopo due giorni sono stata chiamata a scuola: Mi hanno consegnato un foglio dicendo che era stato deciso di sospendere mia figlia, perché non aveva rispettato le regole del Covid-19. Pensavo ad uno scherzo, ho urlato di tutto, annunciando che mia figlia non avrebbe più messo piede in quella scuola». Nel ricorso che la donna intende presentare e che è stato formalizzato dall’avvocato Cesaro si fa riferimento anche ad altri episodi: la signora sostiene che nell’istituto della provincia veneziana le regole relative alle mascherine vengono applicate in maniera particolarmente severa.

La versione dell’Istituto

Diversa la versione dei fatti offerta dall’Istituto, tramite la vicepreside Maria Grazia Murer, in collegamento con la dirigente scolastica Marisa Dariol. «Prima di arrivare a un provvedimento come la sospensione ovviamente abbiamo provveduto ad una serie di richiami all’alunna, nei confronti della quale c’è stata e c’è massima comprensione e disponibilità, pur se gli episodi sono stati ripetuti. Se non vengono seguite le regole di distanziamento e di uso della mascherina, pur se applicate con limiti di tolleranza e comprensione, si pone a rischio la salute degli studenti e dei loro congiunti», spiega la professoressa Murer. «Purtroppo nel caso in questione ci sono stati atteggiamenti continui e l’alunna era stata ripresa in più situazioni. Evidente quindi che a un certo punto scattano le regole del regolamento di istituto. Il provvedimento è stato preso a tutela della ragazzina e di tutta la classe».

«Episodi ripetuti»

Ma in concreto l’alunna cosa faceva di male? «Non era un solo abbraccio, la ragazza continuava ad abbassare la mascherina. Il consiglio di classe aveva segnalato più volte il caso, ed era stata convocata varie volte sia la ragazzina che la mamma. Tra l’altro ora l’intera classe è in quarantena perché un genitore è stato dichiarato positivo; ma i due fatti non sono in alcun modo collegati», spiega la professoressa Murer. Quanto al ricorso che sarà presentato contro il provvedimento, «finora non è arrivato alcun ricorso», prosegue la docente. «Il nostro regolamento segue le norme nazionali, ma è stato approvato dal consiglio di istituto e discusso in classe. Non c’era e non c’è la volontà di colpire nessun studente, ma solo il desiderio di tutelarne la salute».

30 dicembre 2020 (modifica il 30 dicembre 2020 | 16:23)

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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