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A fuoco la villa di Alex Zanardi: trasferito in un centro medico a Vicenza

L’incendio forse per colpa dell’impianto fotovoltaico. Il campione portato nello stesso reparto di riabilitazione dell’ospedale San Bortolo in cui era già stato ricoverato

Attimi di paura a casa di Alex Zanardi ieri pomeriggio, per un incendio divampato sul tetto della sua villa di Noventa Padovana. Ad andare a fuoco, nell’abitazione su due piani dell’ex campione di automobilismo che dal giugno di due anni fa è costretto a vivere attaccato ai macchinari in seguito a un drammatico incidente stradale avvenuto nel corso di una manifestazione di handbike in Toscana, è stato l’impianto fotovoltaico: l’immediato intervento dei vigili del fuoco ha circoscritto nell’arco di poco tempo il rogo, scongiurando che le fiamme si propagassero al resto dell’abitazione.

Trasferito a Vicenza

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L’incendio fortunatamente non ha causato danni gravi alla villa, ma ha comunque mandato in tilt l’impianto fotovoltaico, fattore che avrebbe potuto pregiudicare il corretto funzionamento dei macchinari che aiutano Zanardi a vivere. Per questo, i familiari dell’ex pilota di Formula 1 hanno così optato, in via precauzionale, per il trasferimento in un centro medico attrezzato a Vicenza. Probabilmente si tratta della stessa struttura, l’ospedale San Bortolo, dove, dalla fine di aprile del 2021, Zanardi ha trascorso diversi mesi al primo piano del reparto di riabilitazione.

Combattente

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Dopo l’incidente, avvenuto scontrandosi con un camion che procedeva in senso contrario il 19 giugno 2020 sulla Statale 146 nei pressi di Pienza, Zanardi, che per anni è stato un simbolo nello sport per portatori di handicap riuscendo a vincere, nella specialità paraciclismo, quattro medaglie d’oro ai Giochi di Londra nel 2012 e Rio nel 2016, aveva intrapreso un lungo percorso riabilitativo. In una intervista di circa un anno fa, la moglie Daniela aveva affermato che Zanardi stava lottando come un leone. A Natale, l’ex pilota di Formula 1 era finalmente tornato a casa. “È un combattente, ma in quest’anno e mezzo, col Covid, in ospedale e in clinica siamo potuti stare poco, e in pochi, vicino a lui. Ora tornare in famiglia gli farà bene e lo aiuterà lottare ancora di più”. Una forza di volontà granitica, quella di Zanardi, che tra gennaio e febbraio si è sottoposto ad un ciclo di cura al centro iperbarico di Ravenna. L’ennesima sfida, dopo il terribile incidente del 15 settembre 2001 nel quale, durante la gara di F.ormula Cart sul circuito del Lausitzring, in Germania, dopo avere perso il controllo della sua auto, venne centrato da un’altra monoposto. Nell’urto, Zanardi perse gli arti inferiori e subì 7 arresti cardiaci.

Autista scagionato

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La sorte, però, gli ha presentato un’altra montagna da scalare, quando nel giugno di due anni fa, durante una tappa della staffetta di Obiettivo Tricolore di handbike, Zanardi si è scontrato contro un camion. Nell’impatto ha riportato ferite gravissime alla testa, restando in coma farmacologico fino al gennaio dello scorso anno. Nel luglio scorso il gip di Siena ha disposto l’archiviazione, accogliendo la richiesta della Procura, dell’indagine avviata dopo l’incidente. L’unico indagato nell’inchiesta era il conducente del camion, accusato di lesioni colpose. Ma per il giudice non c’è stato nesso causale tra la presenza del camion e il drammatico scontro. In base a una consulenza disposta dai pm, lo sconfinamento della mezzeria da parte del camion era “inferiore ai 40 cm» e «minimo stante il tipo di mezzo e la strada percorsa”.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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