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6, 9 o 12 mesi? Ecco l’incognita immunità dei vaccinati

In attesa che sia operativo il Green Pass, il certificato digitale che permetterà a tutti i vaccinati, ex positivi e persone con un tampone negativo entro le 48 ore di viaggiare e spostarsi, resta l’incognita più grande: ma quanto dura, veramente, la protezione offerta dai vaccini? Sei mesi, nove mesi o di più?

Le incognite estive

Il problema si pone per tutti gli operatori sanitari vaccinati all’inizio della campagna vaccinale (tra fine dicembre e gennaio), per i quali tra giugno e luglio “scadranno” i sei mesi di protezione certa prodotta dal vaccino anti-Covid. E si pone anche il problema della durata del pass vaccinale: quanto durerà? Allo stato attuale è logico che non potrà durare più di sei mesi ma cosa accadrà con i camici bianchi vaccinati all’inizio? Gli si dà un pass che dura 30 giorni e poi scade? E ancora, una volta scaduto avranno diritto alla dose di richiamo o bisognerà attendere che si sia completata, intanto, tutta la campagna vaccinale per poi ricominciare daccapo? Tutte queste sono, probabilmente, domande a rimanere senza risposta ancora a lungo, almeno fin quando la Scienza non darà delle risposte.

Cosa dice la Scienza

I dati della letteratura scientifica disponibili fino a questo momento parlano di un periodo di protezione indotto dai vaccini che varia da sei a dodici mesi. L’Agenzia europea per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie Infettive (Ecdc), ha dichiarato che, in attesa di nuovi risultati da tutti gli studi in corso, dovrà essere considerata una protezione massima di sei mesi, il dopo è da vedere. “Qualsiasi decisione sulla durata del pass, come ha già chiarito la Ue, è legata al pronunciamento dell’agenzia – afferma Fortunato Paolo D’Ancona, medico epidemiologo, ricercatore dell’Istituto superiore di sanità al FattoquotidianoIn realtà per ora parliamo di una indicazione orientativa, si ritiene infatti che il periodo di protezione dal virus possa essere più lungo, ma sarà necessario attendere ulteriori dati scientifici. Per questo ora siamo tutti in attesa di un nuovo parere dell’Ecdc, che diventerà la posizione ufficiale della Ue e a cascata dei Paesi membri“. Intanto, come anticipato, regna l’incertezza tra tutti i medici, gli infermieri, gli operatori sociosanitari e gli impiegati di aziende ospedaliere o di Asl che, avendo ricevuto il vaccino nei primi mesi dell’anno, stanno cercando di capire come potranno utilizzare il green pass per muoversi. Il Parlamento europeo ha chiesto l’estensione della validità a un anno ma l’ultima risposta sarà data dalle evidenze scientifiche.

Infezioni nei sanitari vaccinati a Taormina

A far capire quanto sia spinosa la questione protezione, sono i fatti accaduti nelle ultime ore all’ospedale di Taormina: come riportato da Messinatoday, è scoppiato un focolaio Covid che ha costretto il trasferimento di alcuni pazienti in altre strutture ospedaliere dell’Isola. Ma la cosa più inquietante, per certi versi, riguarda alcuni contagi tra il personale sanitario già vaccinato. Il virus ha colpito ben 11 persone e, tra questi, anche alcuni camici bianchi vaccinati nei primi mesi dell’anno. Tra l’altro, l’unico paziente che si trova in condizioni critiche era stato anch’esso già vaccinato. Stessa sorte, la settimana scorsa, nell’ospedale Inrca di Cosenza dove è scoppiato un focolaio che ha coinvolto 7 persone tra cui un medico.

Chi verrà ri-vaccinato per prima?

Anche alla luce di questi casi che, se da un lato sono rari ma esistono, si pone un’altra domanda: quando verrà fatta la terza dose, cosiddetta “di richiamo” a chi è stato vaccinato all’inizio? Il commisarrio Figliolo ha parlato di accelerazione di campagna vaccinale fino ad un milione di dosi al giorno nelle prossime settimane e prenotazioni aperte a tutti gli Under 65 una volta completata quelle degli Over 65, ma non ha mai detto espressamente quando potranno essere nuovamente vaccinati medici ed infermieri per i quali il vaccino non è soltanto lo strumento per andare sereni in vacanza ma per lavorare in serenità con i pazienti positivi. In Israele, preso ad esempio da tutti, hanno realizzato un passaporto vaccinale della durata di sei mesi prorogabili di altri sei ma, in ogni caso, non è possibile nemmeno ipotizzare di iniziare il secondo giro di vaccinazioni con il cosiddetto booster, la terza dose, dopo aver fatto un test sierologico per verificare se si hanno ancora anticorpi. “Nessuna istituzione internazionale ha ancora previsto il booster – spiega D’Ancona – L’obiettivo adesso è completare la campagna vaccinale, raggiungendo la più ampia fascia di popolazione, in attesa di evidenze che ci suggeriscano quale è il momento per somministrare la terza dose. Nel frattempo le case farmaceutiche stanno già studiando sieri che garantiscano protezione anche di fronte alle varianti del virus“.

Come funziona il pass

Ma come funziona il pass? Il certificato potrà essere digitale o in formato cartaceo e, attraverso un codice Qr, attesterà l’avvenuta vaccinazione contro il Covid e il numero di dosi ricevute oppure l’avvenuta guarigione nei precedenti sei mesi e la presenza dei relativi anticorpi (mediante test) o ancora l’esito negativo di un tampone. La fase di test del sistema europeo dovrebbe iniziare il 10 maggio e vi prenderanno parte sedici Paesi europei tra i quali, oltre ad Italia, Germania, Francia e Spagna, altri otto Stati (Lettonia, Romania, Cipro, Irlanda, Portogallo, Polonia, Danimarca e Slovenia) dovrebbero partire con i test verso la fine di maggio, mentre cinque, tra cui il Belgio, hanno deciso di connettersi direttamente con la piattaforma in fase di attuazione. La situazione, al momento, è davvero molto complessa ed ingarbugliata.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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