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500 ordini di espulsione da Lampedusa ma sono in arrivo altri 600 clandestini

Sembra essere iniziato un esodo senza fine verso le coste italiane, l’ennesimo. Da anni, ormai, la stagione estiva coincide con gli sbarchi incontrollati nel nostro Paese. Carrette del mare e navi delle ong portano in Italia migliaia di migranti e anche quest’anno lo spartito sembra ripetersi senza troppi cambiamenti. L’hotspot di Lampedusa nei giorni scorsi è arrivato quasi a quota 1200 ospiti a fronte di una capienza massima di 350. Nelle scorse ore, 500 di loro hanno lasciato la struttura ma altri 80 sono sbarcati nella notte sull’isola siciliana. Altri 137, invece, sono arrivati nella Locride a bordo di un veliero.

Lampedusa è al collasso

Le operazioni per liberare l’hotspot di Lampedusa fremono per paura che nelle prossime ore, come sta accadendo, possano arrivare altri migranti che metterebbero completamente ko l’organizzazione della struttura, già in forte affanno. 500 migranti sono stati imbarcati sulla nave Diciotti della Guardia costiera e stamattina attorno alle 9 sono arrivati nel porto di Trapani. Qui, i poliziotti della questura di Agrigento notificheranno gli ordini di espulsione firmati dal questore. Col foglio di via, i migranti saranno costretti formalmente a rientrare nel loro Paese d’origine ma è probabile che, come spesso accade, si disperderanno sul nostro territorio.

Intanto, a Lampedusa sono sbarcati altri 80 migranti, fra cui 7 donne e 5 minori. Il gruppo era su un’imbarcazione di 12 metri, partita da Abu Kammashi, guidata da uno scafista che, a circa 30 miglia dalla costa, s’è lanciato in mare ed è stato recuperato da un’altra imbarcazione. Le persone a bordo della carretta del mare dicono di essere originari di Palestina, Sudan, Eritrea, Pakistan, Libia, Egitto e Siria. Sono stati soccorsi dalle motovedette della Guardia di finanza e della Capitaneria e dopo lo sbarco a molo Favarolo sono stati portati all’hotspot dove al momento, sono 737 i migranti che trovano rifugio.

Navi ong in attesa di un porto

Proseguono anche gli sbarchi in Calabria, dove nella notte la motovedetta della Guardia costiera, a conclusione di un’operazione di soccorso in mare coordinata dalla sala operativa della Capitaneria di porto di Reggio Calabria a circa 20 miglia di distanza dalla costa della Locride, ha sbarcato 137 migranti, quasi tutti di nazionalità afghana. I profughi, tra cui tante donne e molti bambini alcuni dei quali neppure in età scolare, si trovavano su un barca a vela ormai alla deriva. Sono stati condotti a Roccella Jonica e dopo il triage sanitario sono stati portati in una tensostruttura realizzata nei mesi scorsi e gestita dai volontari della Croce Rossa e della Protezione civile. Qui, fino a 48 ore prima, si trovavano da decine di profughi sbarcati nelle ultime due settimane.

Intanto proseguono le pressioni da parte delle ong per ottenere un porto sicuro in Italia. A bordo della Sea Eye 4 ci sono ancora 481 persone dopo ulteriori 7 sbarchi sanitari. Ma a breve distanza dalla nave battente bandiera tedesca c’è l’Aita Mari, un’altra imbarcazione ong. Quest’ultima, battente bandiera spagnola, ospita a bordo 112 migranti e si trova al largo della costa di Pozzallo, esattamente come a Sea Eye 4, in attesa di avere un porto sicuro in Italia.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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