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25 Aprile, Mattarella all’Altare della Patria | Draghi: “Valori della Resistenza sono vivi e forti”


La cerimonia all’Altare della Patria: i nomi di chi c’era e chi no –

Con Mattarella e Guerini, le alte cariche dello Stato: la presidente del Senato Elisabetta Casellati, il presidente della Corte Costituzionale Giuliano Amato, il vice presidente della Camera Ettore Rosato, ma, come detto, non il presidente del Consiglio Mario Draghi, ancora positivo al Covid.

Dopo aver salito le scale dell’Altare della Patria, Mattarella ha osservato un minuto di raccoglimento davanti alla tomba del Milite Ignoto. C’era anche il capo della Polizia Lamberto Giannini. La cerimonia è stata più partecipata rispetto agli ultimi due anni, segnati dalla pandemia di Covid-19. Nel 2020 Mattarella depose da solo la corona di alloro.

Draghi: valori Resistenza vivi, forti e attuali –

 “Il 25 Aprile è il giorno della gratitudine verso chi ha lottato per la pace e per la libertà dell’Italia dalla dittatura del nazifascismo. La generosità, il coraggio, il patriottismo dei partigiani e di tutta la Resistenza sono valori vivi, forti, attuali”. E’ quanto dichiarato dal presidente del Consiglio Mario Draghi. “Oggi celebriamo la memoria della lotta e degli ideali della Resistenza su cui la nostra pace è stata costruita. A tutti gli italiani – conclude Draghi – buona festa della Liberazione”.

Striscioni anti-Usa a Roma, Anpi: inopportuni 

– “Basta guerre. Contro Putin e contro la Nato”: questo striscione di Rifondazione comunista, insieme ad un altro in cui è rappresentata la morte con la falce ed un mantello con la bandiera americana, è presente a largo Bompiani, a Roma, dove partea il corteo dell’Anpi per il 25 Aprile. “Non condivido queste bandiere, sono inopportune, ce ne occuperemo. Siamo grati agli Alleati ed alle migliaia di giovani statunitensi morti per la Liberazione dell’Italia”, ha commentato il presidente di Anpi Roma e Lazio, Fabrizio De Sanctis.

Petrocelli su Twitter celebra “liberaZione”, espulso da M5s

– Bufera su Vito Petrocelli, dopo che il presidente della commissione Esteri del Senato ha postato su Twitter auguri per la Liberazione utilizzando la ‘Z’ maiuscola simbolo dell’invasione russa: Giuseppe Conte lo ha espulso dal M5s. “.  Petrocelli era già finito al centro di infuocate polemiche per il suo no al Dl Ucraina.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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