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25 aprile, la diretta – Letta contestato al corteo di Milano: “Servo della Nato”. Anpi lo difende: “Grave errore”. Mattarella: “All’invasione dell’Ucraina ho pensato a Bella ciao”

17:24

Anpi Milano: “Ci aspettavamo 50mila persone, ce n’erano 70mila”

“Ci aspettavamo 50mila persone, ce n’erano 70mila”. Lo afferma Roberto Cenati presidente dell’Anpi Milano mentre piazza Duomo si svuota. Il corteo partito da porta Venezia ha attraversato le vie del centro fino al salotto buono della città dove ci sono stati diversi interventi. Per le forze dell’ordine che hanno vigilato sulla sicurezza – non si sono registrati incidenti – i numeri sono diversi: circa 25-30 mila.

17:03

Landini: “Non soldi per armi, ma per sanità e lavoro”

“Fermare la guerra in Ucraina e avviare dei negoziati. Non sono d’accordo che la risposta alla guerra voluta da Putin sia quello di riarmare tutto il mondo, la risposta non può essere spendere più soldi in armi, ma dobbiamo spendere più soldi in sanità e lavoro. Noi abbiamo bisogno di assumere più forza per fermare la follia armata di Putin che sta giocando sulla pelle di tutti un riequilibrio dei rapporti geopolitici”. E’ uno dei passaggi dell’intervento del segretario Cgil Maurizio Landini dal palco del 25 aprile a Milano. Un intervento che è stato fischiato da alcuni ucraini presenti che invece invocano un intervento più incisivo sul fronte delle armi.

16:52

Delegazione ucraina sfila al grido di “Putin assassino”

Un’ampia delegazione di cittadini ucraini sta sfilando in testa al corteo per il 25 aprile a Milano. In tanti sorreggono una lunga bandiera gialla e blu dell’Ucraina e qualcuno ha la bandiera della Nato, che è stata accolta da fischi e contestazioni da altri partecipanti al corteo. “Putin assassino” e “Slava Ukraine” gli slogan che scandisce lo spezzone ucraino, che ha anche intonato canzoni patriottiche e l’inno nazionale. Lo spezzone è stato aspramente contestato da un gruppo di antagonisti dei centri sociali, che hanno gridato “nazisti”.

16:51

Sala: “Basta ambiguità. Il 25 aprile è il nostro giorno”

“Il 25 aprile e il nostro giorno”. Giuseppe Sala, sindaco di Milano lo ha rivendicato dal palco di piazza Duomo per la festa della liberazione. “Questa è la festa della democrazia – ha aggiunto – questa è la festa della libertà dal fascismo e dal nazismo e su questo non ci dividiamo, basta ambiguità” ha detto fra gli applausi. “L’identità del nostro continente è precisa e non ci deve essere spazio per il fascismo. Fino al punto di non scegliere tra una candidata che non ha mai rinnegato il nazismo e un candidato democratico, in Francia come in Italia – ha aggiunto -. Basta ambiguità. Non è possibile avere tentennamenti e guidare formazioni politiche che non hanno fatto i conti con questo passato. Gente che fa il saluto fascista, basta ambiguità. Chiedo che tutti escano da questa ambiguità”.

14:54

Pagliarulo difende Letta: “Grave errore le contestazioni”

“È un grave errore perché queste cose il 25 aprile non servono mai. Anche quando ci sono posizioni diverse bisogna evitare che su singoli fatti si perda la bussola di una posizione unitaria”. Così il presidente di Anpi nazionale Gianfranco Pagliarulo, ha commentato le contestazioni al Pd durante il corteo del 25 aprile a Milano. “Perché non può essere che comune l’obiettivo della pace in una situazione così grave come quella dell’Ucraina e dell’Europa”, ha concluso.

14:54

Letta contestato durante il corteo di Milano: “Servo della Nato”

“Letta servo della Nato”, ‘Fuori i servizi della Nato dal corteo” sono gli slogan che alcuni manifestanti hanno urlato al segretario del Pd Enrico Letta che si trova nello spezzone dei democratici del corteo del 25 aprile a Milano.

13:35

Migliaia di persone a Marzabotto

Migliaia di persone sono assiepate tra San Martino di Caprara, a Marzabotto, nell’Appennino bolognese, e il parco dove si tengono i concerti nel pomeriggio per celebrare il 77esimo anniversario della Liberazione. Nel 1944 San Martino di Caprara era un piccolo borgo rurale, ma il 30 settembre arrivarono i soldati nazisti e uccisero circa 50 persone, soprattutto donne e bambini, radunandole di fronte alla casa colonica e fucilandole a colpi di mitraglia.

13:33

Don Ciotti: “La resistenza oggi è per la giustizia sociale e ambientale”

“Il processo di Liberazione non è ancora terminato. La resistenza oggi è per la giustizia sociale, per la giustizia ambientale, per l’affermazione dei diritti, per far vivere la nostra Costituzione che in parte è stata tradita”. Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente dell’associazione Libera, a margine delle celebrazioni per il 25 aprile a Sant’Anna di Stazzema, in provincia di Lucca.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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